RESPONSABILITÀ PENALE PER IL MORSO DEL CANE

In tema di custodia di animali, la Corte di Cassazione ha sottolineato che: “l’obbligo sorge ogni volta anche sussista una relazione di possesso o di semplice detenzione tra l’animale e una data persona, posto che l’art. 672 c.p. relaziona l’obbligo di non lasciare libero l’animale o di custodirlo con le debite cautele al possesso dell’animale, possesso da intendersi come detenzione anche solo materiale e di fatto senza che sia necessario che sussista una relazione di proprietà in senso civilistico”.

Leggere di più

VIETATE LE COMUNICAZIONI VIA FACEBOOK PER CHI SI TROVI SOTTOPOSTO A MISURE CAUTELARI RESTRITTIVE

La Corte di Cassazione, al passo con i tempi, ha ritenuto che la prescrizione ex art. 276 c.p.p. imposta ai soggetti sottoposti alla custodia cautelare degli arresti domiciliari di “non comunicare con persone diverse dai familiari conviventi”.

Leggere di più

“CULPA IN VIGILANDO” O “CULPA IN EDUCANDO”: QUESTO E’ IL DILEMMA PER LA RESPONSABILITA’ GENITORIALE

In relazione ai fatti illeciti commessi dai figli minori, la Corte di Cassazione, secondo l’orientamento prevalente e più recente, ritiene che debba farsi riferimento non più alla “culpa in vigilando” ma a quella in “educando”.

Leggere di più

SESSO ESTREMO CON LA MOGLIE: E’ REATO!

Condanna per violenza sessuale nei confronti di un marito siciliano che costringeva la moglie a subire rapporti sessuali anali. Così si pronuncia la Cassazione, con la sentenza 15 giugno 2010, n. 27587, sez. III penale.

Leggere di più

IL FIGLIO UBRIACO? NIENTE SEQUESTRO SE L’AUTOMOBILE APPARTIENE AL PADRE!

Nessun giudizio di rimproverabilità per omessa sorveglianza sul comportamento dell’indagato può essere fatto valere nei confronti del padre, dunque non può, essere sottoposto a sequestro il veicolo di proprietà del padre del ragazzo sorpreso a guidare ubriaco, neppure se il genitore era a conoscenza del fatto che il figlio era dedito all’alcol.

Leggere di più

RICHIEDE LA RESTITUZIONE DEI REGALI ALLA EX: VIENE CONDANNATO PER TENTATA ESTORSIONE

La Cassazione penale ha, infatti, condannato un ragazzo che, non rassegnandosi alla fine del suo rapporto sentimentale, aveva tenuto una serie di condotte ritenute intimidatorie e persecutorie nei confronti della sua ex, obbligandola a salire in auto e a rimanervi per un apprezzabile periodo di tempo, cagionandole delle ferite e altro.

Leggere di più

ATTENUANTI PER “LIEVE ENTITÀ” DEL REATO PER IL PUBBLICO DIPENDENTE CHE TIMBRA E POI ESCE

Infatti, con sentenza n. 32290 depositata il 24 agosto 2010, la Corte di Cassazione ha riconosciuto l’attenuante in oggetto al dipendente pubblico che, già condannato per truffa, timbrava il cartellino e poi usciva, anche solo per qualche ora.

Leggere di più

NON C’E’ MALTRATTAMENTO SE LA DONNA HA UN CARATTERE FORTE

I comportamenti vessatori ed anche le percosse del marito non consistono in maltrattamenti penalmente rilevanti se la donna ha un carattere forte. Lo ha deciso la Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione, con la sentenza 2 luglio 2010, n. 25138, con la quale si apre la strada ad un orientamento che non mancherà di suscitare aspre critiche, non solo da parte degli operatori del diritto.

Leggere di più

DANNI IN UN CENTRO ESTETICO? VANNO RISARCITI E SCATTA ANCHE LA CONDANNA PENALE.

Chi subisce danni all'interno dei centri estetici va risarcito pienamente. Lo ribadisce la Corte di Cassazione sottolineando che l'estetista che non svolge bene il proprio lavoro è anche passibile di sanzione penale per lesioni.

Leggere di più

DARE DEL PAZZO AL CAPO? ORA SI PUÒ: NON È REATO!

La Corte di cassazione con sentenza n. 17672 depositata il 7 maggio 2010, ha stabilito che dare del pazzo al proprio capo non integra nessuna fattispecie di reato.

Leggere di più

SCOPRE CHE NON È SUO FIGLIO, MA DEVE COMUNQUE MANTENERLO

Chi è tenuto agli obblighi di assistenza famigliare non se ne può sottrarre per il solo fatto di aver scoperto che il minore non è proprio figlio.

Leggere di più

SCATTANO LE MANETTE PER CHI FA LE LINGUACCE! SECONDO LA CASSAZIONE SONO VERE E PROPRIE INGIURIE.

D'ora in avanti bisognerà fare molta attenzione alle smorfie perché anche fare le linguacce può costituire un ingiuria ed integrare così la fattispecie di reato prevista e punita dall'art. 594 del codice penale.

Leggere di più