La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25987 del 24 settembre 2025, ha confermato un principio ormai consolidato in tema di incidenti stradali causati da animali selvatici: il risarcimento è dovuto solo se l’automobilista riesce a dimostrare la dinamica del sinistro e l’impossibilità di evitarlo, anche adottando la massima prudenza alla guida.
La vicenda ha interessato un’automobilista che aveva subito danni alla propria vettura a seguito di un impatto con un cinghiale sulla strada provinciale n. 112, nelle Marche. In primo grado, il Giudice di Pace, le aveva dato ragione, riconoscendo la responsabilità della Regione. In appello, però, il Tribunale di Fermo aveva ribaltato la decisione, rigettando la domanda. L’automobilista ha quindi proposto ricorso per Cassazione.
La questione giuridica si incentrava sull’applicazione dell’articolo 2052 del Codice Civile, che attribuisce al proprietario o a chi utilizza un animale la responsabilità dei danni da esso cagionati. Tale norma, secondo la giurisprudenza ormai costante, si applica anche agli animali selvatici, i quali appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato e sono affidati alla custodia delle Regioni. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che non è sufficiente dimostrare l’impatto con l’animale: il danneggiato deve provare la dinamica del sinistro e l’adozione di tutte le cautele possibili, come previsto anche dall’art. 2054 c.c.
Nel caso concreto, i giudici di legittimità hanno ritenuto che la ricorrente non avesse fornito elementi sufficienti per ricostruire l’incidente e per dimostrare che l’evento fosse inevitabile nonostante una guida prudente. La Corte ha quindi confermato che la responsabilità della Regione può configurarsi solo se il danneggiato prova in maniera rigorosa il nesso causale tra la condotta dell’animale e il danno subito. Foto, testimonianze, rilievi delle autorità diventano dunque strumenti essenziali per sostenere una richiesta di risarcimento.
La decisione, oltre a respingere il ricorso e a condannare la ricorrente al pagamento delle spese processuali, ribadisce un punto chiave: in caso di incidenti con animali selvatici, la Regione può essere chiamata a rispondere, ma il risarcimento non è automatico. Spetta al conducente dimostrare di avere guidato con prudenza e che l’imprevedibilità del comportamento dell’animale sia stata tale da rendere inevitabile l’impatto. Solo attraverso prove puntuali e dettagliate sarà quindi possibile ottenere un indennizzo.