IL REDDITOMETRO POTRÀ ESSERE UTILIZZATO ANCHE PER SCOSTAMENTI RELATIVI A DUE PERIODI DI IMPOSTA NON

Con la circolare n. 12 di venerdì 12 marzo 2010 l’amministrazione finanziaria stringe ancor più le maglie sull’evasione fiscale. Lo scostamento, superiore al quarto, tra quanto dichiarato e gli indicatori di cui al decreto ministeriale del 1992 che, ai sensi dell’art. 38 c. 4 del dpr 600/73, legittima l’accertamento sintetico del reddito non deve più, come prima sostenuto, verificarsi per due periodi di imposta consecutivi.

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LA CESSIONE D’AZIENDA NEL MIRINO DEL FISCO

Anche la cessione d’azienda ricade nelle “maglie” del principio di matrice comunitaria dell’abuso del diritto che si aggiunge, come ulteriore principio di salvaguardia dell’interesse erariale, al 37-bis del dpr 600/73.

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INFLAZIONE: NON PUO’ MAI ESSERE UN OBIETTIVO VARIABILE

Gli esperti di macroeconomia, e nello specifico gli economisti del Fondo Monetario Internazionale,  sembrano voler offrire  una soluzione pronto uso alla problematica della riduzione del debito sia pubblico che privato.

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IL FISCO SI FERMA DAVANTI AL FONDO (PATRIMONIALE)

Le pretese del fisco che scaturiscono dal reddito di impresa non possono andare a “colpire” i veri bisogni della famiglia che devono essere considerati come autonomi ed “altro” rispetto al reddito prodotto dall’imprenditore. Non vi può pertanto essere traslazione dall’impresa alla famiglia in relazione alle pretese di recupero di gettito.

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BUONE NOTIZIE “DAL FISCO” PER GLI AGENTI DI COMMERCIO

Le sezioni unite della Cassazione ,con la sentenza n. 26635/09, segnano una svolta importante in materia di “certezza tributaria” riferibile alla attività degli agenti di commercio, e non solo.

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STUDIO OCSE SULLA FLESSIBILITÀ DEL MERCATO DEL LAVORO

Con la crisi finanziaria in auge, tutte le previsioni economiche, tutte le teorie sul funzionamento di intere economie sono precipitate nel nulla. E’ stata da sempre opinione dominante che un mercato del lavoro flessibile è meglio di uno “ingessato”. Nel primo, infatti, i posti di lavoro perduti, più in fretta che nel secondo, si “trasferiscono” più velocemente in settori economici sani ed in crescita.

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PER DIVERSIFICARE VERAMENTE BISOGNA CAPIRE LE RELAZIONI TRA LE DIVERSE STRATEGIE D’INVESTIMENTO.

Si dice che la diversificazione non abbia funzionato nella crisi finanziaria. L’opinione comune non è fondata in quanto la vera diversificazione non considera solo una differenziazione tra gli investimenti più rischiosi, come avvenuto nella crisi, ma si basa su una diversificazione tra investimenti “a rischio” ed investimenti “non a rischio”.

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OCCHIO ALL’ABBAGLIO DEL PRODOTTO INTERNO LORDO QUANDO SI INVESTE NEI MERCATI EMERGENTI (BRICS)

Un dato economico da cui partire: le quotazioni in borsa delle imprese dei paesi emergenti hanno di media un valore monetario doppio (ovvero una nuova azione di un’ impresa cinese vale il doppio di una nuova azione tedesca ad esempio) rispetto alle quotazioni delle imprese dei paesi sviluppati (economie mature) e ciò nonostante tali ultime abbiano  mercati di sbocco  decisamente più ampli delle prime.

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